venerdì 20 maggio 2011

Intervista a Salmo by iyezine.com

Salmo è un personaggio di cui sentirete parlare molto e presto. Salmo è un musicista che vi odia. Qui l'intervista per In Your Eyes.


tu suoni e produci musica diverssa dal rap, in che misura ti influenza ?
- guarda, sono attratto da tutta la musica da quando ero un enfant, la musica è un gioco e io sono ancora lo stesso bambino che non si accontenta di un solo oggetto. E' importante passare anni dentro una saletta con dei musicisti, capire i meccanismi e la struttura di una canzone, che tu sia un rapper o un dj-selecta! Tutte queste esperienze mi fanno stare comodo e pronto a qualsiasi situazione, so' come costruire un tappeto ritmico con svariati strumenti, il tipo di rap che sto cercando di fare prende ispirazione da ogni genere musicale, senza distinzione.

penso che tu musicalmente sei onnivoro, ma quali sono gli ascolti che
hanno pesato nella stesura di " The island chainsaw massacre " ?

- Tutti i dischi dei Kyuss, "give blood" dei Bane, un paio di dischi dei Prodigy e qualcosa di Venetian Snare, Necro, Ill bill, "Tyler, the creator".

se un giorno ti chiedessero di uscire dall'underground per entrare nel
cicuito commerciale, cosa risponderesti ?

Dipende da cosa si intende per "commerciale", in Italia questo termine suona in modo sbagliato.
Se sei "underground" sei un figo, se sei "commerciale" sei un venduto, ma che stronzata è??
Le persone sono così malate da voler dare una posizione a tutto e tutti, devi scegliere, pillola rossa o pillola blu, buono o cattivo, bianco o nero, non ci sono sfumature!
Se in futuro avrò l'occasione di espandere la mia musicaccia in modo più serio ben venga … l'importante è che nessuno mi dica in che modo devo espormi e che tipo di suono devo presentare al "grande pubblico" di sto cazzo.
  
si può vivere di musica in un paese come il nostro ?
- ahahaha, se fai piano bar sulle navi magari arrivi lontano!

io ti vedrei bene come voce e produttore di un gruppo metal rap, neanche
crossover, proprio metal rap, che ne dici ?

- mmhh, ti dico che l'ho già fatto, ho prodotto 3 album con un gruppo che faceva rap metal. Quindi nulla di nuovo =(
  
ti ho fatto la domanda precedente perchè tu affronti l'hip hop con
un'attitudine molto punk hardcore, perchè alla fine secondo me il rap è un mezzo per esprimersi, ma non ho mai sopportato le pose del genere.

- Non faccio caso a queste cose, se hai talento, scrivi bene e il tuo suono spacca puoi anche spararti le pose alla run dmc o fare il rapper con le sopracciglia depilate … per me non fa differenza.

i tuoi video sono molto belli, ci puoi parlare della loro produzione ?
- Molti dei video che vedi sulla rete li ho fatti da solo, sono molto minimali e amatoriali diciamo.
Quelli più seri li ha fatti Mirko De Angelis, è un fotografo / film maker, ha talento ed è preparatissimo in materia.
Attualmente sto lavorando anche con un'altro film maker, si chiama Alberto Salvucci, anche lui un virtuoso dell'immagine in movimento!

ti vedremo mai dal vivo in liguria ?
- se mi invitate si! =))

di Massimo Argo

martedì 17 maggio 2011

Recensione album The Island Chainsaw Massacre di Salmo Reviewed by Enrico Piazza www.rockit.it

"The Island Chainsaw Massacre" è la storia di un tizio con una maschera da teschio che impugna una motosega e fa a pezzi i cliché. È uno di quegli album che ti fanno benedire il web, che, se il più delle volte trasforma in star dei fenomeni da baraccone, ogni tanto porta a galla dei veri talenti. Salmo appartiene a quest'ultima categoria, e grazie al tam tam mediatico supera i limiti imposti dalla Sardegna, separata dal resto d'Italia sia dal punto di vista geografico che della produzione musicale.
Il disco si impone con 17 tracce di ruvido rap su beat dello stesso Salmo, che spaziano dall'hip hop anni Novanta alla drum and bass e al metal. In "The Island Chainsaw Massacre" c'è la sperimentazione elettronica di Foreign Beggars, la lucidità critica e lo studio delle metriche di Kaos e le inclinazioni punk dei Beastie Boys. L'album segue due demo e riassume l'esperienza di uno che le ha provate tutte per svoltare in quel di Olbia: cresciuto con l'hip hop, Salmo ha militato in gruppi crossover (Skasico), stoner (Three Pigs Trip) e hardcore (Toedgein).
Quello che ne risulta è un disco variegato, viscerale, urlato come se non ci fosse un domani, solido e pesante come un macigno. "Rancho della Luna" e il suo beat acido, o "L'Erba di Grace", rappata su una base drum and bass, sono delle vere e proprie bombe, anthem di una scena musicale che non esiste, roba così hardcore e genuina da conquistare clubber, b boy, metallari e chiunque abbia un orecchio predisposto ad apprezzare musica fatta con passione e attitudine. Salmo si racconta con sincerità e rabbia senza mai cadere nello scontato, tenendosi alla larga tanto dall'autocelebrazione quanto dal disagio gratuito tipo rapper incazzati col mondo perché non hanno più i soldi per comprarsi la droga a fine mese. Ci sono storie condivisibili ("La Prima Volta"), critiche a una Chiesa che perde credibilità giorno dopo giorno ("Un Dio Personale") e, soprattutto, c'è l'amore per la musica, dai Beatles, che con "Come Together" forniscono il sample per il beat di "Yoko-Ono", al rap metal scuola Downset di "Street Drive In". È un sound di questo secolo, che porta innovazioni che provengono da una strada diversa rispetto a quella percorsa da Dargen D'Amico e dal suo cantautorap, ma che la intersecano nel momento in cui si distaccano da generi e sottoculture e creano un fenomeno. E comunque vada, sarà un massacro.

TRAC K LIST
Salmo - The Island Chainsaw Massacre (KICK OFF! Recordz 2011)




01. Morte in diretta (feat. Dj Slait)
02. L'erba di Grace
03. Il senso dell'odio
04. Back On Track (feat. Enigma)
05. Vuoto
06. La prima volta
07. Dj Valium
08. Prima di dormire
09. Skit
10. Ranchi della luna
11. Los Ojos del Diablo (feat. El Raton)
12. Munchies (feat. Enigma)
13. Yoko-ono
14. Un dio personale
15. Driveway
16. Nella pancia dello squalo


di Enrico Piazza

lunedì 9 maggio 2011

Intervista a Salmo by ROCK IT

Salmo

"QUESTO E' HIP HOP HARDCORE"

Il segreto, in questi anni Dieci, è la versatilità. Il purismo non ha portato a un cazzo, essere trasversali sì. Se poi vivi su un'isola come la Sardegna, che non è propriamente la capitale musicale europea, il discorso vale ancora di più. Salmo viene da lì, e ha cominciato negli anni Novanta facendo hip hop. Poi ha tentato la strada del crossover con gli Skasico, ha cantato in un gruppo stoner e ha girato i palchi europei con la formazione hardcore dei Toedgein. E alla fine ha fatto un album tutto suo,  "The Island Chainsaw Massacre ", che è un concentrato di tutte le sue esperienze e porta una ventata di aria fresca nel rap italiano.

Ma a vivere a Olbia si diventa per forza così incazzati?
Sì, stiamo tutti incazzatissimi qua!
E perchè? Avete il mare...
[Ride] Sì ma conta che ci godiamo il mare solo 3 mesi l'anno. Gli altri nove mesi sono così pesanti che hai due possibilità: o ti droghi e te la cavi con il SerT a 30 anni, o fai musica e aspetti che qualcuno ti porti via.
Quindi spazi fra i generi per aumentare le possibilità che qualcuno ti porti via?
No, non è solo questo il motivo. Ho sempre avuto il bisogno di vedere chiaramente varie sfumature. Ascolto un sacco di immondizia, e non smetterò mai di rovistare nel cestino. Qualcuno diceva "Siamo barboni che riciclano rumori".
Tipo? che "rifiuti" hai tirato fuori dal cestino per registrare "The Island Chainsaw Massacre"?
Tutto quello che ho assimilato in questi anni dai vari generi: punk rock, metal, hardcore, drum and bass, dubstep.
Il filo conduttore sembra essere, in tutti i tuoi progetti e a prescindere dal genere, il concetto di "hardcore". Tu che significato gli dai?
Umh, gran bella domanda. Credo che l'hardcore sia semplicemente l'estremizzazione di un genere. Qualsiasi genere musicale, volendo può essere hardcore. Anche il fottutissimo pop può essere estremizzato. Immagina se Laura Pausini cantasse su un paio di batterie acide e dei synth brutali. Sarei subito suo fan!
Sì, ma anche con le batterie acide la Pausini non avrebbe probabilmente delle liriche hardcore. Non è solamente una questione musicale...
No, c'è tutta una manovra dietro. Spesso, purtroppo, è anche l'immagine che comanda, mentre hardcore è qualcosa che viene da dentro, un'attitudine.
Quali sono gli artisti o i suoni fondamentali che ti hanno influenzato?
Ne ho così tanti che verrebbe fuori un elenco tipo lista della spesa di Pasqua.
Ne suggerisco qualcuno io: Kaos?
Sicuro, tra gli artisti italiani è quello che mi ha influenzato più di tutti, lo ascolto da quando ero un ragazzino. Anche personaggi come Deda e il buon vecchio Neffa hanno contribuito a mostrare la via giusta. Diciamo che rappresentano un passaggio fondamentale. Chi non ha seguito con attenzione le loro lezioni, sfortunatamente, non riesce a chiudere una barra in modo decente.
Foreign Beggars?
In realtà loro li ho scoperti da pochissimo...
Dici che appartenere necessariamente a una specifica sottocultura musicale oggi non è più necessario?
Umh, a dire la verità, per quanto mi riguarda, non è mai stato necessario. Le subculture ti spingono a diventare un gran rompi coglioni!
Per quanto riguarda il pubblico sei riuscito a farti un'idea di chi ti segue? Sei passato dallo stoner all'hardcore e al rap sperimentale. A chi può piacere il disco di Salmo?
Io comunque sono partito dal rap, il resto è venuto dopo. Il target principale di "Chainsaw Massacre" è quello hip hop.
L'album però sta avendo un buon successo, tanto che la domanda ha superato l'offerta. Questo non vuol dire che c'è un target che non era inizialmente preventivato e che invece sta apprezzando il disco?
Ho notato con piacere che ci sono più richieste di distribuzione meccanica ( sarebbe la distribuzione del disco fisico ) che web. A parte la versione digitale negli store, avevo stampato 500 copie sotto banco diciamo, grazie a due amici che mi hanno prodotto il disco in principio. Poi la Kick Off Recordz si è interessata al prodotto, e ora stanno ristampando le copie.
Quindi potrebbero venirti a prenderti a breve sull'isola?
No, ormai ho perso le speranze. Diciamo che questo è il piano B. Ora sono io che mi muovo, non aspetto più nessuno.
Come va a livello di live? È difficile esportare il progetto sul "continente"?
Molto difficile. Quel misero guadagno che spetta a i musicisti di quest'isola per suonare fuori è dimezzato perché i voli costano troppo, per cui tolte tutte le spese sei fortunato se riesci a pagarti il viaggio. Ma, per ora, è questo il gioco.



                                                                     di Enrico Piazza

venerdì 6 maggio 2011

JamIt presenta l'album Sally di Rock Birken

Il modo di concepire il Rap per gli mc's sardi è generalmente molto fresh e musicalmente orecchiabile. Rock Birken conferma in buona parte questa interessante caratteristica con un disco intitolato "Sally", che suona bene e che tende a mettere d'accordo un po' tutti, dimostrando una strategia commerciale molto valida. Troviamo infatti testi ricchi e grintosi spalmati su beat (tutti prodotti dallo stesso Birken) qualitativamente impeccabili, ma al tempo stesso radio friendly (alcuni forse troppo), pieni di riff, synth e batterie piuttosto moderne. I temi sono trattati con discreta freschezza e leggerezza, puntando principalmente all'intrattenimento. La titletrack è l'unico brano (o forse uno dei pochi) in cui è presente un accento più introspettivo, il che un po' confonde dato che non rappresenta l'atmosfera generale del prodotto, più orientata a tematiche varie. "Sally" è forse un disco che piacerà poco agli appassionati dell'Hip-Hop più classico, anche se le liriche sono il frutto di una buona abilità tecnica, d'altra parte per sonorità e temi trattati il target di riferimento è principalmente quello più giovane, come dimostra chiaramente "Testa malata".
In conclusione, Rock Birken è un mc che, con qualche ulteriore accorgimento, non mi stupirei di vedere su palcoscenici più importanti; naturalmente sta a lui decidere se assecondare o meno questa inclinazione.

L'album Sally è in vendita nei migliori digital store, ecco l'indirizzo per acquistarlo su iTunes.

martedì 3 maggio 2011

MoodMagazine, il numero 7 Intervista a Salmo



                               Salmo l’abbiamo scoperto grazie al passaparola mediatico
figlio di questi tempi 2.0, che da un lato toglie il gusto della
scoperta autonoma e centellinata con dovizia di particolari,
dall’altro accellera il processo di affermazione personale
che è più o meno l’approdo naturale di ogni artista, come
già dichiarava Warhol in tempi non sospetti. I suoi quindici
minuti li abbiamo consumati guardandolo su YouTube,
in una serie di rimandi ai suoi lavori che ci hanno lasciato
favorevolmente colpiti. Poliedrico come pochi (si divide fra
più progetti paralleli che spaziano dal rap fino all’hardcore
passando per il rock) ed attivissimo nella scena underground
locale e nazionale abbiamo deciso di fare due chiacchiere con
lui in occasione dell’uscita del suo primo album solista.

++ La straordinaria capacità che hanno servizi come YouTube
e MySpace di promuovere artisti e band misconosciute con la
sola forza del tam tam, viene confermata anche questa volta.
Non ti conoscevamo, eppure è bastato ascoltare un solo pezzo
(Rancho della luna n.d.r.) per accorgerci delle tue capacità. Da
dove sei saltato fuori? Ti chiederei di delineare un po’ la tua
storia, il tuo percorso…
Ho iniziato come writer all’età di 13 anni, ero completamente disinteressato
verso l’istituzione scolastica, non facevo altro che disegnare, uscire con i
pattini e ascoltare ogni tipo di musica senza fare troppe distinzioni. Era
la fine degli anni 90, e gruppi come Nirvana, Green Day (i primi dischi!),
Pantera, Sepultura, facevano da sottofondo mentre disegnavo. Mi lasciavo
trascinare dai classici gruppi “alternativi” che educavano i ragazzini in
quegli anni. Seguivo istintivamente la scia del pseudometallo ma la musica
rap mi faceva da calamita, ne ero fottutamente attratto!
Iniziai a scrivere perche ero il classico ragazzino timido, era l’unico modo
per sentirmi sicuro! Ho toccato il tessuto di tanti generi musicali in
tutti questi anni, era importante per me sentirimi più musicista che un
semplice rapper, ho avuto la fortuna di suonare con ottimi musicisti quindi
ho subito un’evoluzione progressiva, un pò come la teoria di Charles
Darwin -selezione naturale-. Ho prodotto 2 demo e 7 dischi in poco piu
di 10 anni, tra rap, crossover, punk rock-hardcore, stoner... non mi è mai
interessato sentirmi parte integrante di queste “culture”, ma mi interessava
semplicemente capirne i meccanismi e le peculiarità. Ancora non ho
una storia particolarmente interessante da delineare, diciamo che ci sto
lavorando. (ride n.d.r.)

++ Abbiamo ancora pochi dettagli (leggi tracce) per farci
una solida idea d’insieme, anche se il tuo profilo di Myspace
e l’account di YoutTube ci giungono relativamente in aiuto,
come già detto. So però che è imminente l’uscita di un album,
curata dalla indie KICK OFF! Records. Puoi raccontarci l’incontro
con questa realtà e soprattutto farci una panoramica dei brani
contenuti nel cd?
Ho conosciuto Andrea e Bruno ( B.L.K. musik, Kick off Records) tramite
internet, gli ho fatto sentire un pò di materiale e si sono interessati subito.
Hanno dimostrato serietà nel lavoro che fanno e sono molto lontani dalla
triste definizione di produttore venale che, in Italia, è una costante ormai.
Ci sono un sacco di mangia merda in giro, “produttori” che pensano che
il “charleston” (o hit hat) sia un vecchio whisky da cantina (andate voi a
dirgli che è un’elemento della batteria), state attenti a chi affidate la vostra
musica! Ho 17 brani nell’album, ho suonato quasi tutti gli strumenti, beats
sequencer, chitarre, sintetizzatori e quant’altro. Ci sono canzoni come
“morte in diretta” dove, in maniera molto concettuale, racconto di una
persona costretta a suicidarsi per poi svegliarsi ogni volta nel corpo di
persone sconosciute, tutti questi suicidi sono ripresi dalle telecamere... come
se fosse un sadico reality. Ogni canzone ha di fondo argomenti che trattano
di morte, paranoie da cannabis e scarsa inclinazione alla vita ecclesiastica.
Se siete troppo presi bene non comprate questo disco, ascoltatevi Mango.

++ Sei di Olbia, non propriamente il “centro nevralgico” della
musica. La distanza della Sardegna dal resto dell’Italia a volte
paga in termini di distacco e mancanza di contatti. Nonostante
questi problemi “logistici” riesci a suonare spesso in giro per
l’italia….
Si, mi tocca farmi veramente il culo!
Ci sono sempre andato sotto con le spese in ogni trasferta che ho fatto,
i miei genitori mi chiedono spesso se ne vale ancora la pena di dormire
sul pavimento di qualche sconosciuto come un’animale! Ormai ho fatto
l’abitudine, posso ritenermi fortunato perche ho visto così tante situazioni
che ormai non mi spaventa più niente. Mi è capitato di suonare in giro per
l’Europa ed essere stato pagato con due panini e un paio di birre. Se mi fai
suonare davanti ad un buon pubblico posso anche dormire in piedi la notte
prima e quella dopo il concerto, del resto non me ne fotte piu di tanto.

++ La maggior parte dei tuoi video ricordano sicuramente
l’estetica degli anni 90, confermata anche dalle tue camicie a
quadri…. da un punto di vista musicale da dove viene la tua
ispirazione?
Qualcuno mi ha dato del boscaiolo o del rumeno per le mie orrende camicie
a quadri, devono essere veramente brutte per piacermi. Mi vesto così male
anche fuori dalle riprese video, Dio benedica gli anni 90!

++ Ed invece la scrittura? Nelle tue liriche spazi da argomenti
crudi a temi più “riposanti”, senza soluzione di continuità:
penso ad esempio a pezzi come “Street Drive-In” o la splendida
“La prima volta”: dove trovi gli stimoli per i testi?
Quando ho scritto e inciso le canzoni non pensavo minimamente di fare
un’album, tanto meno un “concept-album”, quindi ho solo scritto quello
che mi passava per la testa senza pensarci molto. Mi capita di rimanere
fulminato da qualche idea nei momenti peggiori, poco prima di dormire,
mentre cago e mentre sto facendo qualcosa su cui mi devo assolutamente
concentrare e che magari non ha a che fare minimamente con la scrittura.
Canzoni come “La prima volta” e “yoko-ono” hanno un tipo di scrittura
diversa delle altre canzoni presenti nell’album, ho cercato di trasmettere
immagini precise tramite le parole in modo che l’ascoltatore possa vedere
esattamente l’immagine che ho in testa quando scrivo.

++ Domanda secca: tre dischi fondamentali e tre dischi no.
Fondamentali:
World Wide - D.I.T.C
Vulgar display of power - PANTERA
Freedumb - SUICIDAL TENDENCIES .
Inutili:
Tutti i dischi di Vasco Rossi e ci metterei anche, Vivere normale - Dj
Francesco.

++ In questo momento cosa stai ascoltando?
mmh, oggi in macchina avevo il primo
disco dei Rage! E’ sempre un piacere
ascoltarlo, gran capolavoro!

++ Ritorno alla questione della distanza: cosa ti piace della
scena italiana e cosa non gradisci affatto? Anche tentando un
parallelismo con la scena sarda: quali sono le differenze ed i
punti di contatto?
I punti di contatto sono veramente pochi, l’ambiente del rap è veramente una
brutta diarrea da febbre gialla! In questo genere di musica non funzionano
mai metodi come lo -scambio date- , mentre negli altri generi funziona alla
grande. Non gli fotte a nessuno di chiamare un qualsiasi SALMO per suonare
in posti come Milano o Roma, hanno già i loro artisti di punta da seguire.
Pensa che qualcuno mi ha chiesto se in sardegna riusciamo a vede SKY!
immagina quanto possano prendere sul serio i musicisti di quest’isola.
Credimi, spesso il talento arriva ad una forma perfetta proprio quando sai
che il tuo “successo” musicale è troppo distante da raggiungere ... spesso è
solo una triste questione di posizione geografica. Puoi anche fare la canzone
più bella del mondo ma se non sei nel posto giusto al momento giusto sei
solo uno dei tanti che, forse, c’ha provato!

++ Siamo alla fine: prossimii obiettivi? C’è qualcosa che non ti
ho chiesto e che vorresti aggiungere?
Spero di suonare in ogni buco della penisola, il mio show case è molto
low-cost quindi se volete farmi suonare nel vostro cesso di locale io sono
disponibile!

Testo | Toni Meola
Visual | Valdez
Foto | Mirko De Angelis

MoodMagazine




Recensione album Sally di Rock Birken by RapManiacz

Il modo di concepire il Rap per gli mc's sardi è generalmente molto fresh e musicalmente orecchiabile.
Rock Birken conferma in buona parte questa interessante caratteristica con un disco intitolato "Sally", che suona bene e che tende a mettere d'accordo un po' tutti, dimostrando una strategia commerciale molto valida. Troviamo infatti testi ricchi e grintosi spalmati su beat (tutti prodotti dallo stesso Birken) qualitativamente impeccabili, ma al tempo stesso radio friendly (alcuni forse troppo), pieni di riff, synth e batterie piuttosto moderne. I temi sono trattati con discreta freschezza e leggerezza, puntando principalmente all'intrattenimento. La titletrack è l'unico brano (o forse uno dei pochi) in cui è presente un accento più introspettivo, il che un po' confonde dato che non rappresenta l'atmosfera generale del prodotto, più orientata a tematiche varie. "Sally" è forse un disco che piacerà poco agli appassionati dell'Hip-Hop più classico, anche se le liriche sono il frutto di una buona abilità tecnica, d'altra parte per sonorità e temi trattati il target di riferimento è principalmente quello più giovane, come dimostra chiaramente "Testa malata". In conclusione, Rock Birken è un mc che, con qualche ulteriore accorgimento, non mi stupirei di vedere su palcoscenici più importanti; naturalmente sta a lui decidere se assecondare o meno questa inclinazione. Link iTunes sulla cover a fianco.

Testo: Zika


TRACK LIST
Rock Birken - Sally (KICK OFF! Recordz 2011)


1. Da evitare
2. Sally
3. Piranha
4. In movida
5. Anni x
6. Testa malata
7. Mi state sul c***o
8. Nel petto
9. Sole a scacchi
10. Non mi cercare

Recensione album The Island Chainsaw Massacre di Salmo Reviewed by Massimo Argo www.iyezine.com

Ci sono dischi che ti tagliano l'anima, nel senso che ti entrano dentro e niente sarà più come prima. Ci sono dischi che con la loro bellezza e carica ti danno la forza di andare avanti, sia nella vita che nel tuo percorso musicale. Questo ha entrambe le caratteristiche sopracitate e molto altro. Opera di esordio di Salmo, musicista totale di Olbia. Rapper, beat maker, musicista e produttore di rap metal con gli Skasico e di stoner con i Three Pigs Trip, oltre che membro del gruppo punk hardcore Toedgein, con due dischi all'attivo.
“ The island chaisnaw massacre “ è un disco che raccoglie 17 tracce di rap con tantissime sfumature, fatto con un'attitudine punk , cantato come se fosse il giorno prima dell'apocalisse, e il giorno dopo una sentenza di morte imminente. Fantasmi, sbagli, droga, pessimismo, vita reale, poesia sporca. Tutto. Lo stile di Salmo spezza il legame del rap con l'autocelebrazione, mentre al contrario mette in mostra il proprio io senza filtri, così com'è. Salmo, come tutti i grandi di ogni genere, non ha bisogno di filtri o giri di parole, è così com'è, in diretta non stop dall'abisso che ognuno ha dentro. E dall'abisso il suo segnale ci arriva forte e chiaro, su di una base drum and bass da paura “ L'erba di Grace “, o parlando di tipe e sesso campionando
“ Come together “ dei Beatles in “ Yoko ono”. “ Dio personale “ basterebbe a spiegare cos'è la vita per i disagiati come noi. Disagio, innovazione, rabbia soprattutto : Salmo è incazzato nero, è un grande amante della musica per cui vola su basi incredibili e testi che tagliano come rasoi. Un massacro totale, peggio che incontrare la Famiglia. Per me è durissima trovare aggettivi per questo disco, raramente in 33 anni ho sentito uan cosa così. La mescolanza è vita e linfa vitale per chi vuole andare avanti, e qui si mescolano i generi, disfacendosi di inutili barriere e limiti.
Un disco epocale, che spacca tutto e tutti. Da febbraio su Itunes e fra poco in tutti i negozi di dischi.
Cercatevi anche i video su Youtube, perchè sono incredibili.

Testo: Massimo Argo
 
da: Iyezine


TRACK LIST
Salmo - The Island Chainsaw Massacre (KICK OFF! Recordz 2011)



01. Morte in diretta (feat. Dj Slait)
02. L'erba di Grace
03. Il senso dell'odio
04. Back On Track (feat. Enigma)
05. Vuoto
06. La prima volta
07. Dj Valium
08. Prima di dormire
09. Skit
10. Ranchi della luna
11. Los Ojos del Diablo (feat. El Raton)
12. Munchies (feat. Enigma)
13. Yoko-ono
14. Un dio personale
15. Driveway
16. Nella pancia dello squalo

lunedì 2 maggio 2011

Recensione album Sally di Rock Birken by Massimo Argo www.iyezine.com


Arriva da Olbia, Sardinia, questo giovane e talentuoso rapper alla sua prima uscita su lunga distanza. Basi notevoli e molta cura nella produzione, il cantato è buono, il ragazzo leva 1987 ha personalità e basi molto solide. Sicuramente si avvicina più alla nuova scuola che al passato del rap, ma questo è normale avendo la sua età.
Un disco che conferma come in Sardegna ci sia una scena rap molto florida e che spinge per uscire, ma mancano i mezzi, ovvero le etichette. Problema di non facile soluzione in un panorama desolante come quello discografico attuale. Per cui i ragazzi mettono mano alle autoproduzioni e lo fanno bene, come si può sentire in questo cd. Sicuramente Rock Birken crescerà, ma è già nella giusta direzione.

Testo: Massimo Argo
 
da: Iyezine


 
TRACK LIST
Rock Birken - Sally (KICK OFF! Recordz 2011)


1. Da evitare
2. Sally
3. Piranha
4. In movida
5. Anni x
6. Testa malata
7. Mi state sul c***o
8. Nel petto
9. Sole a scacchi
10. Non mi cercare